Contro la cultura della sorveglianza

Nell’età digitale, la sorveglianza diventa commodity.

Gli spazi virtuali e fisici che abitiamo, siano pubblici o privati, si trasformano in piattaforme a disposizione non soltanto del potere politico ed economico, ma di gruppi di interesse o addirittura di individui.

Nel frattempo, la critica allo sviluppo del cyberspazio al di fuori dai perimetri nazionali assume anche in occidente connotazioni reazionarie (si veda l’editoriale di Thomas L. Friedman sul NYT del 9/2/2021).

Come difendersi?