Etica dell'innovazione nell'economia digitale

L’Economia Digitale è dominata dalla Scienza dei Dati, una sorta di 5^a rivoluzione IT dopo il mainframe computing (anni 1960), il personal computer (anni 1980), internet / web 1.0 (anni 1990) e web 2.0 / social networking (anni 2000). Quella che Luciano Floridi definisce la 4a rivoluzione industriale dominata dall’onlife e della hyperstoria.

Le soluzioni internet of things (IoT), big data, cognitive computing, artificial intelligence (AI), blockchain, … pongono nuove sfide etiche relativamente alla profilatura d’utente e gestione dei dati – personali e non. Citando John Naisbitt «Per la prima volta abbiamo un’economia basata su una risorsa chiave - le informazioni - che non solo è rinnovabile, ma che cresce con il suo utilizzo. Non si corre il rischio che si esaurisca, ma di esserne sopraffatti»

Il webinar prende in esame i settori rilevanti nell’Economia Digitale (telecomunicazioni, piattaforme, contenuti, individui), i principi di tutela dei dati personali / diritto alla privacy nelle nuove frontiere della Scienza dei Dati, le preoccupanti implicazioni sociali di manipolazione del consenso attraverso operazioni di micro-targeting, filtering, bubbling, echo chambers, … che possono rappresentare un serio rischio per le nostre democrazie, per poi cercare di tracciare alcune linee guida riguardo alla “Digital Ethics”, diritti e doveri nell’era di internet, Etica dei Dati, Algoritmi e Piattaforme.

Lo stesso Papa Francesco ha sottolineato la necessità di un approccio etico agli algoritmi. «Le possibilità della tecnologia sono sempre più elevate. […] Faccio quindi appello agli ingegneri informatici, perché si sentano anch’essi responsabili in prima persona della costruzione del futuro. Tocca a loro, con il nostro appoggio, impegnarsi in uno sviluppo etico degli algoritmi, farsi promotori di un nuovo campo dell’etica per il nostro tempo: la “algor-etica“»

Il mondo sta cambiando così rapidamente grazie alle tecnologie che occorre fermarsi a riflettere sull’esigenza di un afflato “umanistico” piuttosto che (solo) ingegneristico – troppa tecnologia “acritica” rischia di stritolarci. Occorre vigilare affinché si attui una innovazione “responsabile”, con particolare riguardo allo (stra)potere degli algoritmi e piattaforme per la salvaguardia dei diritti degli utenti e dei (nuovi) “lavoratori” del settore, oltre che ai citati pericoli di profilatura d’utente e manipolazione del consenso.

Il seminario si concluderà con il richiamo dei requisiti e conoscenze necessari per essere cittadini e consumatori consapevoli (“consum-attori”), colmando il gap che ancora ci vede in posizioni di retroguardia nei Paesi sviluppati riguardo alla consapevolezza e dispiegamento di ecosistemi digitali intelligenti e al tempo stesso etici e socialmente responsabili.