Intelligenza Artificiale e Smart City: tra benefici, potenziale e criticità.

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Negli ultimi anni, si parla sempre più di Smart City e di come il ricorso a soluzioni tecnologiche innovative possa garantire l’evoluzione dei servizi che le Pubbliche Amministrazioni garantiscono ai cittadini.

Invero, sul tema non manca una diffusa confusione ed è pertanto doveroso ricordare in primis la corretta definizione di Smart City e farlo mediante la definizione della Commissione Europea. La Commissione definisce la Smart City come un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti grazie all’uso di soluzioni digitali a beneficio di abitanti e imprese.

Esempi tipici sono pertanto il monitoraggio (e soprattutto il conseguente perfezionamento) delle reti di trasporto pubblico ovvero delle reti di distribuzione di acqua o elettricità o di smaltimento dei rifiuti.

Sebbene le Smart City configurino progetti ad elevatissimo tasso di innovazione (richiamando peraltro visioni cinematografiche più o meno celebri), va evidenziato come il successo di iniziative di questo genere passi inevitabilmente da un sostanziale impegno della collettività e da una transazione culturale tutt’altro che scontata.

Ad esempio, un sistema di trasporto innovativo richiede senza dubbio piattaforme tecnologiche e dispositivi connessi ma necessita altresì di un cambio sostanziale nei pattern comportamentali di cittadini disposti a rinunciare a spostamenti individuali e sposare modelli di sharing- mobility.

Similmente, un contributo determinante è richiesto alle Amministrazioni che devono promuovere una pianificazione urbanistica volta all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici con lo scopo ultimo di migliorare la vita dei cittadini e il benessere collettivo.

In questo contesto, le soluzioni AI-based rappresentano una risorsa in grado di dare un contributo sostanziale allo sviluppo di progetti Smart City. Secondo la ricerca Artificial Intelligence and Urban Development effettuata su richiesta della Commissione REGI (abbreviazione dell’inglese Regional Development), una commissione permanente del Parlamento europeo, anche se le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale sono ancora in una fase iniziale di sviluppo, costituiscono un asset centrale per il successo delle Smart City.

Diversi i campi di possibile applicazione, che vanno dalla sanità alla sicurezza, dalla mobilità all’energia, sempre con lo scopo di incrementare il livello di efficienza dei servizi resi alla collettività, migliorare le attività di Governance e contribuire alla sostenibilità ambientale.

Non mancano tuttavia caveat e possibili criticità tra cui la complessa gestione dei dati personali e il c.d effetto scatola nera creato dagli algoritmi di AI ad auto apprendimento, che possono produrre pregiudizi discriminatori ed essere quindi la causa di decisioni sbagliate.

Pertanto, affinché le tecnologie di riferimento dispieghino appieno potenziale e benefici è necessario garantire corrette condizioni a contorno con particolare riferimento a data-governance, interoperabilità tra sistemi e continua sincronizzazione con i quadri giuridici il tutto sotto il cappello di una Governance adeguata.

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