Il Metaverso e la sfida di un sistema aperto e inclusivo

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Il Metaverso (termine invero tutt’altro che recente e che risale alla cultura cyberpunk dei primi anni 90) è senza dubbio il tema di maggior attualità nel mondo digitale.

Ma se da una parte le applicazioni prendono piede e si moltiplicano (ad oggi un utente può creare avatar, incontrare altri utenti, creare oggetti o proprietà virtuali, andare a concerti, conferenze, viaggiare etc…) dall’altra è bene riflettere sullo stato dell’arte a livello tecnologico.

In questo contesto, Alibaba, Huawei, Adobe, Microsoft, Epic Games, Meta, World Wide Web Consortium (W3C), Nvidia, Qualcomm, Sony Interactive Entertainment e altre 33 tra aziende/organizzazioni hanno costituito il Metaverse Standard Forum, un gruppo di lavoro nato con lo scopo di contribuire alla definizione di standard comuni e limitare l’attuale frammentazione degli ambienti proposti sul mercato.

Il principio da cui partire è semplice: il potenziale del Metaverso sarà realizzato al meglio se sarà costruito su una base di standard aperti.

Il Forum – è bene precisarlo – non nasce con l’obiettivo di determinare in totale autonomia gli standard ma si propone come organizzazione in grado di governare l’attività di raccolta e analisi di requisiti in ambito e accelerare la definizione di regole comuni.

Più in particolare, l’attività del Forum sarà centrata su taluni domini di principali interesse per gli attori coinvolti (tra cui, a titolo meramente esemplificativo: asset 3D interattivi, avatar, identity management e privacy, transazioni finanziarie, IoT, sistemi geo-spaziali) e darà vita a progetti quali implementazione di prototipi, hackathon, plugfests e open-source tooling.

La corsa del Metaverso continua, ma il percorso di razionalizzazione e assestamento tecnologico è appena iniziato.

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